Il mistero del cifrario di Thomas Jefferson Beale

Il cifrario di Beale è uno dei più grandi enigmi della Crittologia e Crittoanalisi mai risolto. Del cifrario di Beale abbiamo il messaggio criptato, composto da 3 testi cifrati con 3 chiavi diverse Purtroppo però, non disponiamo ne delle chiavi nel del cifrario in se. I tre messaggi contengono luogo e descrizione del punto in cui Thomas Jefferson Beale, sepolse un tesoro trovato per caso e i nomi dei suoi 30 amici che erano con lui. Finora abbiamo l’interpretazione solo del secondo messaggio, ma non abbiamo informazioni ne su chi decriptò il messaggio ne su quale fu la chiave di decriptazione. Sappiamo però che le 3 chiavi si trovano in 3 libri e la chiave del secondo messaggio è nella Dichiarazione d’indipendenza degli Stati Uniti.

Il tesoro cifrato: Il cifrario Beale

Thomas Jefferson Beale con i suoi uomini seguiva una mandria di bufali, quando si dovettero accampare per la notte in una zona più o meno protetta, forse un fossato. Durante la notte Beale si svegliò e scopri che il fuoco illuminava tutte le rocce circostanti in modo strano. Dopo una prima analisi del fenomeno, Beale scoprì che si erano accampati in un fossato pieno di pietre preziose e oro. Beale e i suoi uomini scavarono per oltre un anno e mezzo estraendo oro e argento. Nel Novembre del 1819, tornarono in Virginia e seppellirono 500 Kg di oro e quasi 2000 di argento. Dopo 2 anni aggiunsero altri 1000 Kg d’oro, 500 Kg di argento e vari gioielli, poi Beale ripartì e non tornò mai più.

Beale però, aveva preso dei provvedimenti, infatti lasciò una cassetta ad un oste del quale aveva una grande fiducia, Robert Morris. Con l’istruzione di aprirla solo se Beale non avesse fatto ritorno per 10 anni e con la promessa di mandare la chiave del cifrario. Chiave che non arrivò mai lasciandoci con la sola supposizione che Beale morì prima dell’invio. Dopo molti anni Morris aprì la cassetta, la quale conteneva fogli pieni di numeri (il testo cifrato) e due lettere indirizzate a lui. Nelle lettere si raccontava la storia dell’oro e come dividerlo, cioè in 31 parti una per se stesso e le altre per i suoi 30 amici o il parente più stretto in vita.

Scoperta una delle chiavi del cifrario di Beale

Dopo aver tentato senza successo di decifrare il codice di Beale, Morris, consegnò il tutto ad un suo amico il quale riuscì a decifrare il secondo messaggio. Esso conteneva la descrizione del luogo dove fu rinvenuto l’enorme tesoro, la chiave di cifratura era contenuta nella Dichiarazione d’indipendenza degli Stati Uniti. Beale aveva numerato ogni parola da 1 a 1322 e aveva usato tale numero come numero cifra per la prima lettera di quella parola. Alla fine anche costui si arrese e rese pubblici i testi cifrati e le lettere, apparentemente tramite James B. Ward in un libello dal titolo The Beale Papers.

Ward non sarebbe quindi l’autore della decriptazione del secondo messaggio, costui è tutt’ora sconosciuto. Egli non è rintracciabile in nessun registro del luogo, tranne per il fatto che qualcuno con quel nome era il proprietario della casa dove Sarah Morris (moglie di Robert Morris) morì a 77 anni. E’ probabile quindi che egli sia l’amico responsabile della decriptazione del secondo testo.

Per decriptare gli altri due testi si è provato in ogni modo, ricercando la chiave del cifrario in testi giuridici, La Bibbia, libri stranieri, libri di Shakespeare, ma tutto fu inutile. Nel 1964 il Dott. Carl Hammer, analizzò lo schema della distribuzione dei numeri, le somme e gli schemi matematici. Elaborò complessi testi statistici nel tentativo di decriptare i testi cifrati con il cifrario di Beale, purtroppo egli non ci riuscì, ma riuscì a confermare che il documento numero uno è criptato con lo stesso sistema del numero due.

Ad oggi, il resto dei testi cifrati di Thomas Jefferson Beale non sono ancora stati decifrati.

Il secondo messaggio decifrato

« Ho depositato nel paese di Bedford a circa 4 miglia da Bufords in una fossa o in una cripta 6 piedi sottoterra, i seguenti articoli che appartengono al gruppo di persone i cui nomi sono nell’allegato “3”. Il primo deposito è consistito in 1.014 libbre d’oro e 3.812 libbre di argento, depositate nel novembre del 1819. Il secondo è stato fatto nel dicembre del 1821 ed è consistito da 1.907 libbre di oro e 1.288 libbre d’argento, e anche gioielli ottenuti a St. Louis per ridurre la fatica nel trasporto, valutati 13.000 dollari. Quanto sopra è nascosto al sicuro in recipienti di ferro con coperchi sempre di ferro. La fossa è malamente coperta dalla pietra e gli altri recipienti sono collocati sulla solida pietra e sono coperti da altre (pietre). Il foglio numero uno descrive l’esatta località della fossa così non sarà complicato trovarla. »

 

Di seguito allego i testi di Thomas Jefferson Beale

Lettera 1 di Beale - il cifrario di beale

 

Lettera 2 di Beale - il cifrario di Beale

 

Lettera 3 di Beale - il cifrario di Beale

 

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